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Ripartono le riscossioni di tributi ed altre entrate locali (e non solo): quanti Comuni utilizzeranno il “nuovo” avviso di accertamento esecutivo nel 2021?

Ripartono le riscossioni di tributi ed altre entrate locali (e non solo): quanti Comuni utilizzeranno il “nuovo” avviso di accertamento esecutivo nel 2021?

La fine del periodo di sospensione

L’anno nuovo ha portato, nello specifico settore della riscossione delle entrate degli enti pubblici, la fine della sospensione dei termini di pagamento previsti dalle norme straordinarie legate all’emergenza covid-19.

Il d.l. 17 marzo 2020, n. 18 (cd. “decreto cura Italia”), uno dei primi provvedimenti legislativi introdotti per fronteggiare le conseguenze della pandemia sull’economia italiana, aveva infatti previsto una sospensione dei termini per il versamento contenuti in avvisi, intimazioni, cartelle e atti di riscossione scadenti nel periodo di emergenza e, di conseguenza, delle relative procedure esecutive. La sospensione è stata via via prorogata fino al 31 dicembre 2020 da diversi successivi interventi normativi; tale ultimo termine però non ha trovato ulteriori rinvii nel tradizionale decreto “milleproroghe” di fine anno (normalmente dedicato – come si evince dal nome – al ritocco dei termini con scadenza imminente).

L’avviso di accertamento esecutivo previsto dalla Legge di Bilancio 2020

Ad oggi, dunque, l’Agenzia delle entrate, gli altri enti statali e gli enti territoriali possono procedere con la riscossione coattiva delle entrate per cui il contribuente non abbia ancora provveduto al pagamento.

Gli enti locali, in particolare, possono procedere utilizzando gli strumenti “potenziati” introdotti nel nostro ordinamento dall’art. 1, comma 792, della legge 27 dicembre 2019, n. 160 (la c.d. “Legge di Bilancio 2020″).

Tale disposizione ha introdotto la possibilità di procedere alla riscossione con “avviso di accertamento esecutivo”, contenente intimazione ad adempiere entro il termine per la proposizione del ricorso (in caso di entrate tributarie) o il termine di sessanta giorni dalla notifica dello stesso (per le altre entrate patrimoniali). L’avviso riguarda anche le sanzioni applicate e deve contenere anche l’avvertimento che l’atto costituisce titolo esecutivo.

Decorsi i termini indicati senza pagamento (o senza sospensione giudiziale dell’esecutività dell’avviso), l’atto si può considerare titolo esecutivo senza previa notifica di una cartella di pagamento o di un’ingiunzione ai sensi del r.d. n. 639/1910. Decorsi ulteriori trenta giorni, l’esecuzione può essere affidata all’agente della riscossione o al concessionario (sulla base della modalità di riscossione adottata dall’ente), che può provvedere con le misure di espropriazione forzata ordinarie.

Per le procedure sopra descritte, all’interno degli enti locali (o dei soggetti affidatari del servizio di riscossione) deve essere individuato il funzionario responsabile della riscossione, con atto del dirigente di settore o, in mancanza, il responsabile apicale dell’ente.

Le norme di favore per il debitore

Le caratteristiche dell’avviso di accertamento esecutivo descritto sopra sono pensate per velocizzare e semplificare le procedure di riscossione anche degli enti locali. Tuttavia, ci sono alcune previsioni volte a favorire l’adempimento spontaneo del contribuente o comunque dilatare i tempi di esecuzione a suo favore:

  • è prevista la sospensione dell’esecuzione per centottanta giorni, se l’accertamento non è definitivo (salva comunque la possibilità di atti cautelari o conservativi nel caso in cui l’ente abbia elementi per rilevare il pericolo di non potersi soddisfare sul patrimonio del debitore se si attendono i termini ordinari);
  • per importi sotto i 10.000 euro, un ulteriore sollecito per il pagamento entro trenta giorni, prima di avviare l’esecuzione;
  • la possibilità di chiedere la rateazione dell’importo, secondo diverse modalità.

Strumenti utili per gli enti locali

Come visto, le norme introdotte a fine 2019 possono trovare piena applicazione nel corso dell’anno appena iniziato, in cui gli enti locali saranno chiamati a riprendere le procedure che hanno subito un rallentamento nel corso dell’emergenza sanitaria, a causa della sospensione legislativa o delle difficoltà organizzative che hanno caratterizzato gli ultimi mesi, anche nell’ambito della riscossione delle entrate.

Gli strumenti sintetizzati possono aiutare gli enti a risparmiare tempo e risorse nelle procedure, per recuperare l’arretrato in modo efficiente.

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