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Le nuove prassi in materia di demolizione e ricostruzione nel Comune di Milano

Le nuove prassi in materia di demolizione e ricostruzione nel Comune di Milano

In attuazione della delibera di Giunta comunale n. 199 del 23 febbraio 2024, la Direzione Rigenerazione Urbana del Comune di Milano, con disposizione di servizio n. 4/2024 del 20 marzo 2024, ha fornito nuove indicazioni operative – in termini restrittivi – per alcune tipologie di intervento edilizio, riconducibili soprattutto alle ipotesi di demolizione e ricostruzione, e la procedura edilizia ad essi connessa.

Entrambi i provvedimenti sono stati esplicitamente adottati a fronte dell’avvio di numerosi procedimenti penali da parte della Procura della Repubblica di Milano relativi ad interventi edilizi eseguiti nel territorio comunale secondo prassi ritenute illegittime dagli organi inquirenti.

Gli interventi in questione riguardano, in particolare, ipotesi di demolizione e ricostruzione – con modifiche e incrementi di volumetria anche consistenti rispetto agli edifici preesistenti – qualificati dai proprietari e dal Comune come interventi di ristrutturazione edilizia soggetti a SCIA.

Si tratta di una vicenda particolarmente delicata e complessa, che coinvolge importanti temi inerenti all’interpretazione di norme del diritto dell’edilizia, in un contesto come quello milanese, assunto spesso come modello di pianificazione e sviluppo edilizio efficiente, oltre che economicamente molto rilevante.

Il numero e i contenuti esatti dei procedimenti penali in corso non sono al momento noti; tuttavia, nella redazione della delibera di Giunta e delle conseguenti indicazioni operative, il Comune si è basato soprattutto sulle contestazioni esaminate in un decreto del Giudice per le indagini preliminari (GIP) del Tribunale di Milano emesso nell’ambito di uno dei procedimenti penali in corso. Segnatamente, il decreto del GIP ha negato la richiesta di sequestro del complesso di edifici oggetto di indagine ma ha ritenuto comunque sussistenti elementi concreti tali da far ritenere verosimili i reati ipotizzati (cd. fumus commissi delicti).

Tali elementi riguardano i “confini” tra la nozione di ristrutturazione edilizia e quella di nuova costruzione, la possibilità di ricorrere alla SCIA per l’esecuzione di detti interventi, l’obbligo di pianificazione attuativa ai sensi della legge urbanistica nazionale (l. 1150/1942) e del d.m. 1444/1968, i presupposti e la quantificazione della monetizzazione delle aree a standard, l’ammissibilità e i contenuti delle deroghe alle previsioni nazionali nell’ambito della legge regionale.

Le nuove indicazioni operative fornite dal Comune con la disposizione di servizio n. 4/2024 qui in commento intervengono su tali profili e – nel sostituire le previgenti indicazioni di prassi adottate in precedenza dagli uffici comunali e oggetto delle indagini della Procura – trovano applicazione agli interventi che non sono stati ancora autorizzati.

Più nel dettaglio, il documento del Comune contiene tre indicazioni sostanziali sulla disciplina dell’attività edilizia nel Comune di Milano che andremo ad esaminare nelle prossime settimane.

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