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La riqualificazione degli immobili pubblici: gli incentivi fiscali per l’efficienza energetica. Ecobonus e cessione del credito

La riqualificazione degli immobili pubblici: gli incentivi fiscali per l’efficienza energetica. Ecobonus e cessione del credito

| L’articolo è stato pubblicato con altro titolo su Requadro.com il 2 aprile 2020. |

 

La (necessaria) riqualificazione energetica degli immobili delle amministrazioni pubbliche, tra obblighi normativi, esigenze di cassa e lotta al cambiamento climatico, è l’oggetto di cinque articoli, che tracciano un viaggio alla scoperta di contributi ed incentivi economici e fiscali a disposizione degli enti pubblici. Questo è il quarto articolo.

 

Uno degli incentivi più noti per lo stimolo dell’efficienza energetica nel settore immobiliare consiste nella detrazione fiscale legata agli interventi di efficientamento di vario genere sugli edifici e sugli impianti. Tale misura, il cd. ecobonus, è presente ormai da diversi anni nel panorama italiano ed è stata confermata anche dalla legge di bilancio per il 2020 (l. n. 160/2019).

La detrazione riguarda l’imposta sui redditi di persone fisiche e giuridiche. Per quanto riguarda il settore pubblico, possono accedere alla misura gli enti pubblici che non svolgono attività commerciale (ovviamente se soggetti ad imposta sui redditi delle persone giuridiche – IRES), oltre che alla particolare categoria degli istituti autonomi per le case popolari (IACP), comunque denominati. La disposizione che esplicita l’applicazione dell’agevolazione anche agli (ex) IACP (art. 14, comma 2-septies d.l. n. 63/2013) precisa che rientrano nei soggetti che hanno diritto alla detrazione anche gli “enti che hanno le stesse finalità sociali” degli IACP “costituiti e già operanti alla data del 31 dicembre 2013 nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di ‘in house providing’”.

La previsione di cui sopra risulta un po’ macchinosa e genera incertezza sulle esatte categorie di enti e di immobili che possono beneficiare dell’agevolazione: l’Agenzia delle Entrate ha affermato ad esempio che l’ecobonus non si applica agli interventi su immobili destinati ad edilizia residenziale “sociale” (e non pubblica), adottando un approccio particolarmente restrittivo anche in presenza di una società di capitali in house (e quindi un ente in forma privata di per sé soggetto ad IRES). Anche per questo, di recente è stata presentata un’interrogazione al Governo sull’interpretazione esatta della previsione, chiedendo di superare la limitazione temporale (al 2013) e di forma giuridica previste nel testo citato.

Nonostante le incertezze descritte, l’accesso all’ecobonus rimane una buona opportunità per la realizzazione di interventi di efficientamento, ad esempio in un settore rilevante quale quello dell’edilizia residenziale pubblica.

Le aliquote di detrazione previste vanno, sulla base del tipo di intervento, dal 50% a persino l’85%, se abbinate ad interventi di riduzione rilevante di rischio sismico in particolari aree territoriali.

Inoltre, la detrazione può essere trasferita sotto forma di cessione del credito ai fornitori o altri soggetti privati coinvolti nell’intervento realizzato, così da poter facilitare il finanziamento degli interventi: con la cessione del credito la detrazione diventa infatti, in sostanza, una forma di pagamento per le imprese che copre parte dei costi per i lavori.

Gli interventi di riqualificazione ed efficientamento energetico che incidono sull’involucro degli edifici possono abbinarsi anche con il cd. “bonus facciate”, una misura di incentivazione fiscale introdotta dalla legge di bilancio per il 2019 con detrazione del 90% per interventi di recupero o restauro di facciate di edifici in aree urbane. I recenti chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate dedicati alla misura includono tra i soggetti destinatari gli “enti pubblici non commerciali”, ma non chiariscono ulteriormente a quali categorie di enti pubblici corrisponde tale nozione: bisognerà attendere perciò (o chiedere) ulteriori indicazioni sul punto.

È notizia di qualche giorno fa, peraltro, che il Governo potrebbe aumentare l’entità dell’ecobonus, in risposta al probabile freno dell’economia causato dall’epidemia del virus SARS-CoV-2, arrivando a prevedere una detrazione del 100% per gli interventi volti all’efficientamento energetico degli edifici.

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