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Recovery Plan e DL Semplificazioni-bis: le misure per semplificare i procedimenti e agevolare la spesa dei fondi del PNRR

Recovery Plan e DL Semplificazioni-bis: le misure per semplificare i procedimenti e agevolare la spesa dei fondi del PNRR

Alla fine dello scorso luglio il Parlamento italiano ha convertito in legge il decreto-legge n. 77/2021 emanato dal Governo il 31 maggio, dedicato alla “Governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure”.

Il decreto, convertito definitivamente in legge dopo l’approvazione del Parlamento, contiene diverse misure importanti per preparare diversi settori della pubblica amministrazione all’arrivo dei fondi europei per la ripresa post-pandemia (fondi “Next Generation EU”) e al loro impiego efficiente nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) predisposto – come noto – proprio per l’uso dei fondi.

Le previsioni del decreto incidono su settori diversi, creando, da una parte, l’architettura istituzionale per l’indirizzo, il coordinamento, il monitoraggio e il controllo dell’impiego dei fondi europei a livello centrale e modificando, dall’altra, norme già esistenti con un’attenzione particolare per la sostenibilità ambientale e la digitalizzazione dell’azione della pubblica amministrazione e dei rapporti di quest’ultima con i cittadini.

La finalità e la chiave di interpretazione principale delle modifiche normative sono la semplificazione e l’accelerazione dei procedimenti pubblici: obiettivi che il legislatore si pone ormai da decenni e che, limitandosi agli ultimi anni, hanno portato a diversi decreti-legge (ossia provvedimenti del Governo giustificati da “necessità ed urgenza”) denominati ufficialmente o comunque generalmente individuati con il termine “semplificazioni”.

Tra le misure incluse nel d.l. n. 77/2021 ci sono, ad esempio, alcune modifiche alla legge italiana fondamentale sul procedimento amministrativo (legge n. 241/1990): viene potenziato l’esercizio potere sostitutivo da parte dei funzionari di un’amministrazione pubblica nel caso in cui un procedimento amministrativo non si concluda nei tempi previsti; viene stabilito l’obbligo da parte dell’amministrazione di rilasciare, su richiesta, un documento che attesti la scadenza dei termini del procedimento, nel caso in cui questo determini per legge l’accoglimento dell’istanza presentata dal privato (il cd. “silenzio-assenso”), con la possibilità per lo stesso privato di sostituire l’attestazione con una propria dichiarazione nel caso in cui il documento non venga rilasciato entro dieci giorni dalla richiesta; viene ridotto a dodici mesi il tempo entro cui la pubblica amministrazione può agire in “autotutela” per l’annullamento di un precedente provvedimento emesso illegittimamente o per intervenire nei confronti di un’attività avviata con una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) sostitutiva del provvedimento.

Altri esempi di novità volte alla semplificazione dei procedimenti autorizzativi riguardano il settore della produzione energetica da fonti rinnovabili: sono introdotte varie previsioni volte a rendere più certe le tempistiche di procedure per impianti localizzati in aree confinanti con zone tutelate dalla normativa paesaggistica (e quindi con il coinvolgimento del Ministero della Cultura), ad allargare delle ipotesi in cui gli impianti – di vario tipo (fotovoltaico, eolico, idroelettrico, biogas, geotermoelettrico) – possono essere installati con autorizzazioni semplificate, comunicazioni o come attività libera, ad aumentare le possibilità di accesso agli incentivi statali (ad esempio per impianti fotovoltaici in area agricola).

Ulteriori interventi riguardano, come detto, la normativa in materia ambientale (valutazioni di impatto, economia circolare, dissesto idrogeologico, rifiuti), la transizione digitale della PA, i contratti pubblici e gli interventi e investimenti nel mezzogiorno.

Occorrerà aspettare la prova dei fatti per verificare se le molte novità organizzative e procedurali saranno effettivamente in grado di dare l’impulso necessario all’impiego efficiente dei fondi europei.

A tal proposito, negli ultimi giorni il Governo ha presentato una relazione di monitoraggio e attuazione in cui indica di aver raggiunto tredici dei cinquantun obiettivi (tra investimenti e riforme) prefissati per l’ottenimento della rata dei fondi entro il 31 dicembre. Nella relazione si legge anche dell’intenzione del Governo di adottare uno o più provvedimenti in cui far confluire tutte le misure per semplificare e accelerare le misure di adozione del PNRR. Il possibile titolo? Decreto semplificazioni…

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