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Accordo Ue: puntare sulle ristrutturazioni per aumentare l’efficienza

Accordo Ue: puntare sulle ristrutturazioni per aumentare l’efficienza

| L’articolo è stato pubblicato il 31 gennaio 2018 su www.requadro.com |

Questo è il secondo articolo di tre sull’accordo raggiunto a livello europeo per la revisione della direttiva per la promozione dell’efficienza energetica e della riduzione dei consumi di energia nel settore immobiliare.

Descritta la cornice in cui inserisce il quadro dell’accordo politico sulla revisione della direttiva sull’efficienza energetica negli immobili del 19 dicembre 2017, è il momento di entrare più in profondità nelle previsioni dello stesso.

Secondo quanto convenuto da Parlamento europeo e Consiglio, la nuova direttiva promuove l’adozione di misure di efficienza energetica in tale settore con l’obiettivo di incrementare i risparmi energetici del patrimonio immobiliare e, allo stesso tempo, aggiorna il contenuto di alcune norme europee ai recenti sviluppi tecnologici del settore. La filosofia alla base della nuova direttiva si fonda sulla constatazione del peso significativo dei consumi energetici degli immobili (40%) rispetto al totale dell’energia consumata in Europa, ma anche dello scarsissimo rating in termini di prestazioni energetiche registrato dallo stock immobiliare europeo (secondo l’Unione, almeno il 75% degli immobili esistenti in Europea è inefficiente sotto il profilo dei consumi energetici), a cui è conseguita la presa di coscienza del fatto che il raggiungimento di importanti risultati nel settore immobiliare costituisce una chiave di volta per il successo delle politiche dell’Unione di graduale transizione a una economia europea de-carbonizzata.

Sulla base di tali presupposti, la nuova direttiva imporrà agli Stati membri di inserire nel Piano nazionale per il clima e l’energia una serie di misure che favoriscano nuovi investimenti per il rinnovamento del patrimonio edilizio esistente e consentire di avere entro il 2050 uno stock immobiliare europeo in possesso dei requisiti per essere considerato Nzeb (Nearly Zero Energy Buildings) e quindi in grado di essere quasi autosufficiente sotto il profilo energetico. La Direttiva attualmente in vigore, peraltro, prevede già che entro il 31 dicembre 2018 tutti gli immobili pubblici di nuova costruzione siano Nzeb, mentre le nuove costruzioni private lo dovranno essere dal 31 dicembre 2020.

Gli Stati membri dovranno adottare tali misure dopo aver individuato i propri obiettivi in termini di rinnovazione del patrimonio immobiliare esistente per il 2030, 2040 ed il 2050 e aver individuato indicatori di progresso che rendano effettivamente misurabili lo stato di raggiungimento dei medesimi obiettivi, quale ad esempio il tasso annuo di rinnovamento del patrimonio immobiliare a livello nazionale oppure il limite massimo di consumo energetico per metro quadrato.

Con la nuova direttiva, quindi, le istituzioni europee intendono promuovere la ristrutturazione degli edifici esistenti che renda quest’ultimi allo stesso tempo intelligenti, migliorando quindi l’efficienza dei consumi attraverso l’implementazione di tecnologie smart per l’automazione ed il controllo degli elementi impiantistici e strutturali.

  • Focus sulla mobilità sostenibile

Allo scopo di incrementare l’utilizzo di forme di mobilità elettrica, la nuova direttiva imporrà inoltre agli Stati membri di prevedere nei territori nazionali obblighi minimi in termine di dotazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici.

Secondo quanto previsto dall’accordo tra Parlamento e Consiglio, gli immobili non residenziali di nuova costruzione o che sono soggetti a rilevanti interventi di ristrutturazione dovranno tuttavia essere dotati di almeno una colonnina ogni 10 posti auto e dovranno essere precablati per l’installazione di almeno un punto di ricarica ogni 5 posti auto. Entro il 2025, inoltre, gli Stati membri dovranno individuare il numero minimo di colonnine previsto per immobili non residenziali con più di 20 posti auto.

La nuova direttiva prevede inoltre la costituzione di un database delle perfomance energetiche degli immobili pubblici a cui gli Stati membri potranno decidere autonomamente se aderire o meno.

Altro settore su cui interverrà la nuova direttiva con finalità di semplificazione è quello delle ispezioni dei sistemi di condizionamento degli immobili, ambito nel quale gli Stati membri dovranno stabilire il livello di adeguatezza delle verifiche e la loro frequenza.

Queste sono in estrema sintesi i tratti principali dell’accordo politico tra Consiglio e Parlamento sul testo della nuova direttiva Epbd che ora dovrà essere approvato nelle aule del Parlamento europeo e del Consiglio.

  • L’iter di approvazione della nuova direttiva

Come si diceva, l’accordo ha valenza politica, ma i suoi contenuti per diventare vincolanti per gli Stati membri dovranno essere formalmente recepiti secondo le procedure di formazione degli atti normativi dell’Unione Europea. Dal momento della sua formale approvazione, gli Stati membri avranno quindi 18 mesi per adeguare le proprie legislazioni alle prescrizioni della nuova direttiva che modificherà il testo della vigente Direttiva Epbd, introducendo nuovi obiettivi e obbligazioni per efficientare il settore del real estate degli Stati Membri.

Le direttive, infatti, in linea generale non sono direttamente applicabili nel nostro ordinamento nazionale, ma obbligano gli Stati Membri a introdurre nel proprio ordinamento le misure necessarie per il raggiungimento degli obiettivi posti dal legislatore comunitario con la direttiva.

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